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angle-left null Suolo pubblico di bar e ristoranti con procedura semplificata fino al 31 dicembre 2022

 

Il decreto-legge 23 settembre 2022 n. 144, avente ad oggetto “Ulteriori misure urgenti in p>materia di politica energetica nazionale, produttività delle imprese, politiche sociali e per la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)” (c.d. decreto Aiuti-ter), ha prorogato fino al 31 dicembre 2022 la procedura semplificata per l’occupazione di suolo pubblico effettuata dagli esercenti di bar, ristoranti, ecc.

Si ricorda che la legge n. 51/2022 (di conversione del d.l. n. 21/2022) era intervenuta con due disposizioni (l’art. 10-ter e l’art. 22-quater), prorogando fino al 30 settembre 2022 le autorizzazioni concernenti l’utilizzazione temporanea di suolo pubblico già concesse ai pubblici esercizi (bar, ristoranti, pizzerie, trattorie, birrerie, ecc.) con la procedura semplificata di cui al d.l. 137/2020, senza però disporre l’esonero dal pagamento del canone per l’occupazione di suolo pubblico di cui alla legge n. 160/2019 (art. 10-ter).

Con l’art. 22-quater della legge n. 51/2022 si consentiva invece alle nuove occupazioni di suolo pubblico, o di ampliamento delle superfici già concesse, di usufruire della procedura semplificata, presentando telematicamente la domanda al Suap del Comune con allegata la sola planimetria, senza applicare la marca da bollo, fino al 30 settembre 2022. Inoltre, sempre entro tale data, la posa in opera temporanea delle strutture amovibili (pedane, tavolini, sedute, ombrelloni, ecc.) funzionali all’attività dei pubblici esercizi (bar, ristoranti, ecc.), ubicati nei centri storici o in luoghi di interesse culturale o paesaggistico, non era necessaria l’autorizzazione paesaggistica prevista dall’art. 146 del Dlgs 42/2004 (codice dei beni culturali e del paesaggio) o il parere previsto dall’art. 21 del medesimo decreto a cura della soprintendenza. Si prevedeva inoltre, che alla posa in opera delle strutture amovibili in questione non fosse applicabile il limite temporale di 180 giorni per la loro rimozione, di cui all’art. 6 comma 1 lett. e-bis del Dpr n. 380/2001 (testo unico in materia edilizia).

Con tali disposizioni è stata così assicurata per l’intera stagione estiva 2022, come auspicato dagli operatori del settore, la procedura semplificata per continuare ad occupare suolo pubblico o per ottenere nuove autorizzazioni.

Ora l’art. 40 del d.l. 144/2022, rubricato “Ulteriori disposizioni di sostegno alle imprese” stabilisce quanto segue: “1. L’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 9-ter, comma 5, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176, è prorogata al 31 dicembre 2022, salvo disdetta dell’interessato”.

La nuova proroga, introdotta nonostante non sussistano più i presupposti dell’emergenza da Covid-19, va incontro alle richieste degli operatori del settore, alle prese ora con l’emergenza economica del caro bollette.

La disposizione non precisa, tuttavia, che la proroga al 31 dicembre 2022 della procedura semplificata è subordinata al pagamento del canone unico patrimoniale di cui alla legge n. 160/2019, né prevede la possibilità per i comuni di ridurre o esonerare dal pagamento del canone unico le attività in questione.

Ebbene, il pagamento del canone unico può ritenersi sottinteso alla prosecuzione dell’occupazione di suolo pubblico da parte degli operatori (bar, ristoranti, ecc.), mentre dovrebbe ritenersi esclusa la possibilità di introdurre agevolazioni nel pagamento del canone unico sia perché non espressamente prevista e sia perché è scaduto il termine ultimo per apportare modifiche ai regolamenti comunali.

 

Fonte: Ufficio Tributi

La Redazione